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Musei che hanno stoffa

"Musei che hanno stoffa" un percorso museale sulla via del tessile e del ricamo in Umbria

Sono almeno trenta i musei umbri dedicati esclusivamente al tema del tessile o che possiedono nelle loro collezioni manufatti in tessuto, pizzo e merletti, paramenti sacri, abiti, costumi e accessori.
Le arti tessili attraversano trasversalmente diverse epoche e territori tramandandone abilità e saperi, spesso esclusivi del mondo femminile, e testimoniano anche in modo evidente la vita quotidiana e le cerimonie pubbliche, l’economia domestica e il commercio di lusso, i riti sacri e quelli civili.
Le tecniche di produzione insegnate nelle case, nei conventi e nelle scuole appositamente costituite, con il tempo fornirono alle donne fonte di reddito e di riscatto sociale.Nel generale panorama italiano, il caso umbro appare estremamente significativo per la gamma e la qualità della produzione e per la diffusione dei prodotti.
A Perugia nacque nel 1921 il laboratorio-scuola Giuditta Brozzetti, per salvaguardare e promuovere l’attività artigianale e tessile umbra, impegnato a riproporre tessuti desunti da modelli medievali e rinascimentali per la cui esecuzione venivano impiegati anche telai jacquard (Laboratorio di tessitura artistica a mano “Giuditta Brozzetti”).
A Città di Castello (PG) il laboratorio di “Tela Umbra”, inaugurato nel 1908, avviò un’illuminata esperienza grazie alla quale le donne potevano lavorare ed essere pagate sulla base di quanto realizzato, ma nello stesso tempo erano messe in condizione di poter rimanere vicine ai propri figli grazie alla presenza di un asilo. Con il tempo il laboratorio si specializzò nella lavorazione di tela di canapa o di lino (Città di Castello - Collezione tessile di “Tela Umbra”).
La scuola di Isola Maggiore, fondata nel 1904, era volta ad insegnare la tecnica del pizzo Irlanda alle figlie dei pescatori dell’isola, già esperte nel complesso lavoro di intreccio delle reti da pesca (Tuoro sul Trasimeno – Isola Maggiore, Museo del Merletto).
Di poco successiva è la nascita di “Ars Panicalensis” a Panicale (PG), (Museo del Tulle A. Belleschi Grifoni) specializzata nella produzione di un raffinato ricamo su tulle.
A Valtopina (PG) il Museo del ricamo e del tessile raccoglie manufatti provenienti da diverse collezioni private donati alla Scuola di Ricamo, che tuttora diffonde e promuove alcuni punti del ricamo classico e, in particolare il punto pittura, introdotto in Europa intorno al XV secolo (Valtopina - Museo del ricamo e del tessile).
Per completare l’itinerario si consiglia la visita al Museo del tessile e del costume antico di Spoleto (PG) composto da tessuti, vestiti, ricami e merletti databili dal XIV al XX secolo e il Museo della Canapa a Sant’Anatolia di Narco (PG) dove è ospitata la documentazione relativa all’intero ciclo di lavorazione e trasformazione della canapa: dalle fasi di coltivazione, macerazione ed essiccazione fino a quelle della gramolatura e cardatura, nonché collezioni tessili dal XVIII al XX secolo e ove è possibile imparare l'antica arte della tessitura.