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Il complesso industriale, posizionato nella valle ai piedi di Castel Viscardo, era destinato alla produzione di laterizi e in particolare di manufatti in cotto.
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La Fornace Sugaroni è una delle più antiche del territorio: una croce in pietra con la data 1685 ritrovata sulla bocca dell’antico forno testimonia l’esistenza del sito produttivo fin dal XVII secolo e durante la ristrutturazione del complesso sono stati rinvenuti sul piazzale sovrastante la vecchia fornace forni a pozzo circolari e rettangolaridi diverse dimensioni. Di proprietà del principe Spada fino al 1920 circa, venne poi acquistata da Domenico Sugaroni che la gestiva da molto tempo. L’azienda ha saputo mantenere pressoché inalterata la tradizionale lavorazione artigianale del cotto pur innovando parte del processo produttivo, a cominciare dall’impiego di forni alimentati a nafta (anni ’60) fino ad altre soluzioni, come l’utilizzo di forni Hofmann al posto di quelli tradizionali a pozzo e di capannoni riscaldati per l’essiccazione a crudo, che ha consentito la lavorazione continua (anni ’80). Dagli anni ’90 del ‘900 la Fornace Sugaroni ha così assunto dimensioni industriali, sia dal punto di vista dello spazio occupato (comprendeva sei fabbricati interessando un'area di 18.000 mq) sia quanto al volume della produzione, imponendosi come leader nella produzione del vero cotto fatto a mano made in Italy. Ha fornito materiali per il recupero di diversi monumenti nazionali, tra cui le mura perimetrali del Colosseo, il tetto di Palazzo Farnese, l’esterno della Domus Aurea a Roma, Palazzo dei Priori a Perugia e il chiostro del convento di San Francesco ad Assisi.
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